IL CASO
Il caso giudiziario che ha visto protagonista Stasi, arrestato il 24 settembre e rilasciato pochi giorni dopo, si è concluso con una doppia assoluzione. Il primo processo, celebrato con rito abbreviato nel 2009 davanti al giudice Stefano Vitelli, ha visto un punto di svolta quando il magistrato ha ordinato nuove perizie tecniche, ritenendo insufficienti quelle esistenti per giungere a una conclusione definitiva. Al centro della questione processuale si poneva un interrogativo cruciale per determinare la colpevolezza o l'innocenza dell'imputato.

La domanda chiave riguardava la possibilità che una persona potesse attraversare una scena del crimine con il pavimento intriso di sangue senza che rimanessero tracce sulle suole delle scarpe, sequestrate 48 ore dopo i fatti. Mentre l'accusa sosteneva l'impossibilità di tale scenario, ipotizzando che Stasi avesse eliminato le calzature contaminate sostituendole con altre, le perizie disposte dal tribunale hanno fornito una risposta differente. Gli esperti hanno infatti stabilito che nelle 48 ore intercorse tra il fatto e il sequestro, lo sfregamento naturale delle suole contro il terreno avrebbe potuto rimuovere completamente ogni traccia ematica. Questa conclusione tecnica ha portato all'assoluzione di Stasi sia in primo grado che nel successivo processo d'appello.
APPROFONDIMENTI
--->> SCENA DEL CRIMINE <<---
--->> CONDIVIDI <<---
SCENE DEL CRIMINE