IL CASO
Erika Preti, 28 anni, fu uccisa con 57 coltellate dall’allora fidanzato Dimitri Fricano durante una vacanza in Sardegna l’11 giugno 2017. Una tragedia che ha segnato per sempre la comunità biellese.
Condannato in via definitiva a 30 anni di carcere per l’omicidio, Fricano vive ora ai domiciliari per motivi di salute: obeso, iper fumatore e affetto da patologie che lo rendono, secondo i giudici, incompatibile con la detenzione in carcere. Una decisione che ha lasciato i genitori di Erika sconvolti, soprattutto perché Fricano risiede in una cittadina vicina a loro, rendendo inevitabili gli incontri casuali.

A peggiorare la situazione è il ritardo nel riesame del caso: il Tribunale di Sorveglianza di Torino, che avrebbe dovuto valutare a novembre un possibile ritorno in carcere, non ha ancora fissato una nuova udienza. “È vergognoso. Lui dovrebbe tornare in carcere o in una struttura, perché a casa non dimagrisce e non guarisce. La sua situazione è come quando è stato trasferito”, denuncia il padre di Erika.
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